Caos politico in Romania dove il candidato per l’Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR) – Călin Georgescu, risultato favorevole al primo turno – è stato arrestato con gravi accuse che menzionano i diritti costituzionali, a loro volta menzionati dai sostenitori dello stesso candidato a seguito del blocco delle operazioni elettorali. Stando a quanto si apprende, Georgescu ha ottenuto una vittoria a sorpresa nel primo turno delle elezioni presidenziali in Romania il 24 novembre, in parte grazie a una campagna per rendere il paese meno dipendente dalle aziende internazionali in settori come cibo, acqua ed energia e in parte grazie anche ai suoi discorsi sulla sovranità nazionale, critici nei confronti dell’Unione Europea e della Nato. Il voto presidenziale originale fu annullato prima del secondo turno lo scorso dicembre, dopo che l’allora presidente Klaus Iohannis desecretò documenti di intelligence che suggerivano che centinaia di account social sarebbero stati attivati a sostegno dell’avversario politico. In un comunicato, la Polizia rumena ha annunciato il sequestro di lingotti d’oro e di armi riconducibili ad un’organizzazione politica estremista ma al contempo confermando che le indagini sono ancora in corso. Secondo l’intelligence estera rumena, dietro l’azione, così come dietro a migliaia di attacchi informatici e altri sabotaggi, ci sarebbero ingerenze russe. Iohannis aveva deciso di restare in carica fino all’elezione di un successore, ma si è dimesso all’inizio di questo mese in vista del voto di impeachment. All’epoca i politici dell’opposizione avevano accusato Iohannis di aver agito in modo antidemocratico e il team addetto alle comunicazioni di Georgescu aveva ripetuto l’accusa contro i procuratori. In un post sul suo profilo facebook, Georgescu ha scritto:
«Il sistema lo ha fermato nel traffico per un interrogatorio nell’ufficio del procuratore generale. Dov’è la democrazia, dove sono i partner che devono difendere la democrazia?».
«Dov’è la democrazia adesso?» è una frase riecheggiata su X mercoledì, dove sono stati taggati anche il presidente Donald Trump, Elon Musk e il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance. All’inizio di questo mese, il vicepresidente degli Stati Uniti ha accusato la Romania di aver annullato le elezioni sulla base di “inconsistenti sospetti” sull’intelligence rumena e sulle pressioni dei paesi vicini. Il ministro degli Esteri rumeno Emil Hurezeanu ha accusato Elon Musk di “una forma di ingerenza” nelle elezioni rumene, dopo che il miliardario ha pubblicato diversi messaggi di sostegno a Georgescu. Le speranze di Georgescu di candidarsi alla presidenza potrebbero finire davanti alla Corte costituzionale rumena, che l’anno scorso ha impedito a un altro candidato di estrema destra filo-russo di candidarsi. La decisione di rifiutare la candidatura di Diana Sosoaca a causa delle sue opinioni è stata ampiamente criticata in Romania. Resta inoltre da chiedersi perché l’arresto di Georgescu sia avvenuto solo seguito del risultato elettorale. A seguito dei provvedimenti, Georgescu non potrà più candidarsi. Il suo partito è quindi ora alla ricerca di un altro candidato. Dubbi che alimentano critiche e perplessità nella popolazione romena. Link video:
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