Carburanti: mentre gli Usa tornano a comprare diesel dalla Russia, l’Ue continua a prendere le distanze con il più grande pacchetto di sanzioni contro il Cremlino

di | Ottobre 13, 2026
Spread the love

Putin e Trump

L’intesa annunciata da Donald Trump per importare diesel russo sta riaccendendo le tensioni tra Washington e i suoi alleati europei. Mentre la guerra con l’Iran contribuisce a spingere al rialzo i prezzi globali dell’energia, il presidente statunitense ha dichiarato che Vladimir Putin ha accettato di immettere sul mercato centinaia di migliaia di tonnellate di carburante. La decisione prevede inoltre una sospensione temporanea delle sanzioni statunitensi sulle esportazioni di diesel russo:

Diesel dalla Russia agli Usa, le stime: 

Secondo il piano illustrato da Trump, la Russia fornirebbe inizialmente 300.000 tonnellate di diesel, seguite da altre 500.000 a novembre e da un milione di tonnellate in una fase successiva. È prevista anche un’ulteriore fornitura di tre milioni di tonnellate, subordinata alle condizioni delle raffinerie russe, alcune delle quali sono state colpite dagli attacchi ucraini. Washington ha autorizzato le operazioni legate alla vendita e all’importazione del carburante per un periodo limitato, fino all’aprile 2027. L’accordo ha suscitato critiche negli Stati Uniti, dove alcuni esponenti repubblicani e democratici contestano la coerenza della scelta con le misure punitive adottate contro Mosca. La sospensione delle restrizioni, inoltre, potrebbe garantire nuove entrate alla Russia proprio mentre prosegue la guerra in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito la decisione un segnale di debolezza e ha avvertito che i ricavi aggiuntivi potrebbero sostenere lo sforzo bellico russo. Per il Cremlino, tuttavia, il valore dell’intesa potrebbe andare oltre i ricavi delle vendite. L’apertura del mercato statunitense rischia di incrinare la compattezza occidentale costruita attorno alla strategia di isolamento economico di Mosca. Le critiche dei governi europei si concentrano proprio su questo punto: la necessità di mantenere una pressione coordinata sulla Russia, anche in un contesto di forte instabilità energetica. Bruxelles ha infatti annunciato una nuova stretta. L’Unione Europea ha inserito nelle proprie liste sanzionatorie più di 1.600 persone e organizzazioni legate al sostegno della macchina bellica russa, portando il totale dei destinatari a quasi 4.600. Le misure colpiscono in particolare fornitori di componenti utilizzati nella produzione di missili e altri sistemi militari:

Il nuovo pacchetto di sanzioni:

«Non è il momento di allentare la pressione su Mosca, bensì di aumentarla», ha dichiarato l’Alta rappresentante dell’UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas. Il messaggio europeo è netto: mentre gli Stati Uniti allentano temporaneamente alcune restrizioni per favorire le forniture di diesel, l’Unione punta a rafforzare le sanzioni e a impedire che le risorse russe alimentino la guerra. La divergenza apre un nuovo fronte nei rapporti transatlantici. Da un lato, Washington presenta l’accordo come una risposta alle tensioni sui mercati energetici; dall’altro, i governi europei temono che concedere a Mosca nuove opportunità commerciali indebolisca la pressione internazionale e la solidarietà con Kiev. Il diesel potrà arrivare sui mercati, ma il costo politico dell’intesa rischia di farsi sentire ben oltre il settore energetico.

#Guerra #diesel #carburanti #Usa #Russia

Ricordiamo che è possibile seguire tutti gli aggiornamenti di cronaca.news anche su Facebook (cliccando qui), iscrivendosi al canale Telegram (cliccando qui) oppure iscrivendosi al canale Whatsapp (cliccando qui)