Dazi, Trump: «Tariffe del 25% su tutte le auto non prodotte negli Usa», Elkann va alla Casa Bianca

Negli ultimi mesi, il panorama commerciale internazionale ha visto un aumento significativo delle tensioni tra Stati Uniti d’America, Unione Europea e Canada, con l’introduzione di dazi reciproci che stanno influenzando vari settori, in particolare quello automobilistico. I dazi sulle auto annunciati dal Presidente americano Donald Trump si aggiungono a quelli già esistenti, come il 25% applicato dagli Stati Uniti su tutte le importazioni di acciaio ed alluminio. In risposta, l’Unione Europea ha implementato tariffe del 50% su prodotti americani come whisky, motociclette e motoscafi, e ha annunciato ulteriori dazi su gomme da masticare, pollame e semi di soia. Anche il Canada ha reagito, imponendo tariffe su beni per un valore di 20,6 miliardi di dollari provenienti dagli Stati Uniti. In questo contesto di crescente incertezza, il presidente di Stellantis, John Elkann, ha recentemente incontrato Trump alla Casa Bianca:

Durante l’incontro, Trump ha espresso l’intenzione di ripristinare standard meno rigidi sulle emissioni delle auto, un tema cruciale per l’industria automobilistica. Elkann, in qualità di leader di uno dei principali produttori automobilistici statunitensi, ha sottolineato l’importanza di mantenere un dialogo aperto con l’amministrazione Trump, specialmente in un momento così delicato per il futuro del settore. Stando a quanto si apprende, uno dei punti chiave discussi è stata la competitività del sistema automotive nordamericano. Elkann aveva già affrontato questo argomento in una recente call con gli analisti, evidenziando la necessità di garantire l’accessibilità economica dei prodotti fabbricati negli Stati Uniti e le implicazioni che ciò ha sulla domanda. La chiarezza normativa è stata ribadita come una priorità fondamentale, non solo per Stellantis, ma per tutti i produttori automobilistici operanti nel mercato statunitense. Stellantis riveste un ruolo cruciale nell’economia americana, impiegando circa 75.000 persone e generando un fatturato annuo di circa 63,5 miliardi di euro, con consegne che raggiungono circa 1,4 milioni di veicoli. In questo contesto, le decisioni politiche e commerciali che verranno prese nei prossimi mesi potrebbero avere un impatto significativo non solo sull’azienda, ma sull’intero settore automobilistico e sull’economia statunitense.

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