Il Labour porta a casa il 33,8% dei voti e 411 seggi sul totale di 650. “Ce l’abbiamo fatta! Il cambiamento inizia ora“, esulta il nuovo premier. Tonfo dei Tory (i Conservatori), mai così male dal 19esimo secolo. Intanto, il nuovo premier britannico – Keir Starmer – ha incontrato anche Re Carlo:
119 seggi e il 23,7% dei voti. “Io responsabile della sconfitta. Ho dato tutto me stesso in questo lavoro, ma avete inviato un chiaro segnale”, ha detto l’ormai ex premier Sunak, che lascerà anche la leadership dei Conservatori. Bene i Lib Dem: 71 seggi e 12,2% dei voti. Quattro posti in Parlamento per Reform Uk di Nigel Farage (pro-Brexit). Le priorità programmatiche potrebbero riguardare le segueni tematiche:
L’avvio accelerato d’iniziative legislative ordinarie su temi ecumenici quali “la stabilità e il rilancio dell’economia”, la sanità, l’edilizia pubblica, la sicurezza e il contrasto (senza piano Ruanda) “dell’immigrazione illegale”. In un contesto, già benedetto dalle prime reazioni rilassate dei mercati e del business, a cui si affianca l’impegno alla continuità sulla trincea dei conflitti internazionali – sostegno senza quartiere all’Ucraina in primis – e alla lealtà a Usa e Nato. Mentre ai Tories toccherà ripartire dal baratro, con un nuovo leader dopo l’addio inevitabile di Sunak. A tal proposito, riportiamo qui sotto il link ad un servizio televisivo diffuso sul web:
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